Maggio 28, 2025

Via libera alle Comunità Energetiche nei Comuni sotto i 50.000 abitanti: ecco cosa cambia con il nuovo decreto CER

Fino a oggi, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) erano una bella idea sulla carta. Ma il nuovo decreto cambia tutto: più comuni coinvolti, più incentivi, meno burocrazia.
Una grande occasione, soprattutto per imprenditori, liberi professionisti e amministrazioni locali nei comuni fino a 50.000 abitanti, che ora possono diventare protagonisti attivi della transizione energetica.

Alla data di pubblicazione di questo articolo, Il nuovo decreto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), firmato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 16 maggio 2025, non è ancora in vigore. Attualmente, il provvedimento è stato trasmesso alla Corte dei Conti per le verifiche di competenza. Successivamente, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, momento in cui entrerà ufficialmente in vigore. 

Ma partiamo dall’inizio: cos’è una Comunità Energetica?

Una CER è un gruppo di soggetti – imprese, cittadini, enti – che decidono di autoprodurre, condividere e consumare energia rinnovabile a livello locale. Significa installare, ad esempio, un impianto fotovoltaico condiviso e distribuire l’energia tra i membri della comunità attraverso la rete esistente.

 

I vantaggi? Doppio risparmio:

  • si riduce la bolletta elettrica grazie all’autoconsumo,

  • si ottengono incentivi statali fino a 110 €/MWh per ogni kWh condiviso.

Come funziona in pratica?

Azione Cosa comporta
Produco energia rinnovabile Installo un impianto (es. fotovoltaico) su un tetto, un capannone…
Mi associo a una CER Creo o entro in una comunità energetica nel mio comune
Condivido l’energia L’energia prodotta viene usata da altri membri in tempo reale
Ricevo un incentivo Lo Stato mi premia per ogni kWh autoconsumato localmente

 

Il nuovo decreto: cosa cambia per imprese e professionisti?

Il quadro normativo è diventato finalmente chiaro, stabile e vantaggioso. Con il decreto firmato il 20 maggio 2025, il Governo ha sbloccato due leve fondamentali:

  1. Accesso ai contributi a fondo perduto (PNRR): fino al 40% del costo dell’impianto, con anticipo immediato del 30%.

  2. Ampliamento della platea dei beneficiari: via libera alle CER nei comuni fino a 50.000 abitanti.

Questo significa che oltre 5.700 comuni italiani possono ora creare una CER. Ecco i dati chiave:

Le novità del decreto in sintesi

Novità introdotta Impatto diretto
Limite esteso a 50.000 abitanti Coinvolge la maggior parte dei comuni italiani
Contributo PNRR fino al 40% Abbattimento consistente dei costi di investimento
Anticipo del 30% Liquidità immediata per avviare i lavori
Finestra estesa al 2027 Più tempo per progettare, realizzare e attivare impianti
Valido anche per progetti in corso Incentivi applicabili anche a chi ha già iniziato il processo

 

I casi di successo in Puglia e Basilicata

La Puglia, forte del suo potenziale solare, si conferma pioniera nell’energia condivisa.
Comuni come Galatina, Fasano e Martina Franca stanno già sviluppando CER tra PMI locali, pubbliche amministrazioni e condomìni.

La Regione ha attivato sportelli informativi dedicati, snellito le pratiche autorizzative e coinvolto consorzi industriali per favorire l’aggregazione di soggetti.

A San Vito dei Normanni, ad esempio, una CER guidata da imprese agroalimentari produrrà 1,2 GWh/anno, riducendo la spesa elettrica di circa il 40%.

La Basilicata punta a trasformare la bassa densità abitativa in un’opportunità: CER piccole ma ad alta efficienza, perfette per aziende agricole, studi tecnici e artigiani.

Il supporto degli enti locali e dei GAL (Gruppi di Azione Locale) ha già permesso la nascita di progetti pilota, come quello avviato nel comune di Tursi:

Impianto fotovoltaico da 400 kW tra 7 imprese agricole → copertura energetica al 70% + autoconsumo incentivato con tariffe dedicate.

Perché aderire ora (e non tra un anno)?

Le CER rappresentano una leva concreta per abbattere i costi energetici, valorizzare immobili, accedere a incentivi, migliorare il rating ESG e generare nuove relazioni economiche locali.

Aderire oggi significa:

  • posizionarsi tra i primi beneficiari del contributo PNRR;

  • sfruttare l’interesse dei Comuni e dei professionisti del settore;

  • iniziare a risparmiare (e guadagnare) già nel 2025.

 

Pronto a valutare la tua CER?

Se hai un’azienda, uno studio professionale o un’attività in un comune fino a 50.000 abitanti, hai tutto quello che serve per avviare una Comunità Energetica.

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